Contenuti per adulti
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Sospesa sul Palco Urbano
assisto alla Ribalta
di un Teatro Variopinto
in scena nello Sguardo
Viridi Occhi di Foglia
frusciano al vento
inerpicando rami
sul pennone degli alberi
Librano l'orizzonte
per volare nei Sogni
sfumando le nuvole
con Ali Arcobaleno
Iridi melliflue
suggono il Sole
Corolla vitale
di un aureo fiore
Il Pensiero si denuda
vestendo la sera
di una serica trama
celeste cangiante
Ma le Ciglia Brune
sciolgono i nodi
a irrigare Radici
ritorte nel Sangue
S'invetria la Pelle
cementata di piombo
nei grigi palazzi
di Vita Pietrificata
Questa torva Prigionia
di Piorante Solitudine
ha il latrato strozzato
di un cane al guinzaglio
Catturo l'aria libera
dentro una mano vuota
E le Dita sono Cieche
allo Sfrigolio del Silenzio
A picco su Me Stessa
scivolo gli occhi
lungo binari morti
di speranze deragliate
Urlano di Nero
le sbarre d'ombra
soffocando cicale
che friniscono illusioni
L'Infinito disegna
sfumature negate
nel quadro che mi scioglie
Pennello senza voce
Lo Sguardo chiude le Ali
come un frusto sipario
SULLA TRAGICA COMMEDIA
CHE RECITA IL MIO MONDO.......
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Sono una Collezionista di Albe e Tramonti.
Vie di fuga del Pensiero.
Simmetriche e Opposte.
Un Nuovo Inizio.
Una Nuova Fine.
E la Vita è ciò che penso mi accada o non mi accada nel mezzo.
Liberamente.
Obbligatamente
O in " Libera Cattività ".
Il Sole è sempre stato lo stesso
Sono cambiati i Paesaggi che lo hanno vestito.
Le finestre che lo hanno spiato
A cambiare sono stati i Miei Occhi.
Biglie trasparenti, colorate dagli spazi e dai tempi.
Dopo una curva d'inversione, sguardo e prospettiva hanno finito per arrestarsi su una deriva stagnante.
Ormai sono il Comandante di una Nave di Mattoni, arenata sul Mare Immobile di una Città di Fantasmi.
Questa Poesia nasce da un Tramonto degli ultimi giorni.
Un Cielo libero all'orizzonte, ma serrato dai Palazzi, dentro una Gabbia di cemento.
Ed io sono l'Animale
IN CATTIVITÀ.
Le Prigioni della Vita assumono tanti Volti.
Se lo Spirito può volare Libero, anche entro 4 mura, può Sentirsi Recluso, pur librando l'Infinito.
Prigioni Sociali.
Penitenziari dell'Apparenza.
Catene dell' Amore
Carceri della Solitudine.
Galere del Lavoro.
Schiavitù del Non Lavoro
La condanna delle Maschere.
A volte talmente strette da diventare Celle d'Isolamento.
E l'uscita dalle Prigioni, fin troppo spesso coincide con la loro porta d'ingresso.
Ma la strada si e' persa nella memoria
O nella fatica di cercarla.
Infine
C'è la Prigione Peggiore.
L'ILLUSIONE DI ESSERE LIBERI.
E VOI ?
AVETE LE SBARRE?
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